Detto questo, il sistema attuale non è perfetto: alcuni pesticidi approvati continuano a causare danni. Ma si tratta di una falla da correggere applicando meglio la legge, non di una scusa per indebolirla.

Pubblicato Ottobre 2026
Più pesticidi tossici nel piatto? L’UE decide adesso
L’UE sta per rendere più facile l’uso di pesticidi pericolosi sulle colture alimentari. L’anno scorso la Commissione europea ha presentato il Food and Feed Omnibus, un’unica proposta che modifica in un colpo solo diverse leggi su cibo e agricoltura. L’obiettivo dichiarato: «semplificare» la legislazione sui pesticidi per aprire più facilmente il mercato ai prodotti di biocontrollo (la difesa delle colture basata su organismi viventi o sostanze naturali anziché sulla chimica di sintesi). In realtà, la proposta indebolisce le norme che proteggono il cibo, l’acqua e l’ambiente in Europa da tutti i pesticidi, compresi quelli di sintesi dannosi.
Eppure servirebbe l’esatto contrario: più protezione dai pesticidi, non regole più deboli. E infatti scienziati e medici hanno lanciato l’allarme.
Nel frattempo, i decisori europei stanno discutendo una proposta pessima, che ignora sia gli avvertimenti della comunità scientifica sia le richieste dei cittadini. Somiglia piuttosto alla lista dei desideri dell’industria chimica per smontare le regole sui pesticidi. La proposta iniziale della Commissione recepiva già diverse richieste del settore, ma quella del Parlamento europeo va ancora oltre. Alcuni eurodeputati della maggioranza conservatrice spingono per indebolire ulteriormente le norme di protezione sui pesticidi. Il voto in plenaria è atteso a breve (la data è stata rinviata di recente e non ne è ancora stata fissata una nuova): è il momento di far sentire la propria voce contro questo passo indietro. Puoi ancora contribuire a invertire la rotta prima che sia troppo tardi.
Fai sentire la tua voce
Cos’è il Food and Feed Omnibus?
Finora, nell’UE, i pesticidi devono superare valutazioni del rischio e della sicurezza indipendenti e basate sulla scienza prima di essere autorizzati, per garantire che il loro uso non causi danni. Ogni autorizzazione va poi riesaminata ogni dieci o quindici anni, alla luce delle nuove evidenze scientifiche.
Questo sistema esiste per una buona ragione: i pesticidi sono progettati per uccidere organismi viventi. Pur avendo come bersaglio i parassiti, possono danneggiare anche api, fauna selvatica, vita del suolo, ecosistemi acquatici e persino la salute umana. Poiché la conoscenza scientifica è in continua evoluzione, pesticidi considerati in precedenza sicuri sono stati successivamente vietati a causa di nuove evidenze sulla loro tossicità. I riesami periodici obbligano le aziende a continuare a dimostrare che i loro prodotti sono sicuri.


È esattamente qui che la proposta Omnibus sbaglia. Facilita la permanenza sul mercato di pesticidi dannosi, concedendo ai loro principi attivi (la sostanza presente in un pesticida che effettivamente uccide il parassita bersaglio) approvazioni illimitate (senza scadenza) e mettendo in secondo piano le evidenze scientifiche più recenti al momento di decidere se un pesticida può restare o accedere al mercato. Le autorità pubbliche potranno avviare un riesame quando emergono prove di danno, spostando l’onere di individuare le sostanze pericolose dall’industria alle autorità pubbliche e ai ricercatori. In pratica, l’onere della prova si ribalta, e nel verso sbagliato.
La storia, dai neonicotinoidi killer delle api al clorpirifos tossico per il cervello fino al flufenacet, interferente endocrino, dimostra perché un controllo regolare e basato sulle evidenze scientifiche sia fondamentale in materia di pesticidi. Se l’Omnibus passa, l’industria risparmierà, certo, ma il conto lo pagheranno agricoltori e cittadini. I prodotti tossici resteranno sul mercato più a lungo, anche a tempo indeterminato, esponendoci a un declino della nostra salute e della biodiversità. [1]
Gli scienziati lanciano l’allarme
Il settore scientifico e sanitario europeo ha lanciato l’allarme sulla proposta Omnibus. In una lettera, oltre 500 scienziati hanno chiesto una pausa nel dibattito politico finché non venga condotta una valutazione approfondita e indipendente dei suoi impatti. [2]
Anche a livello nazionale la preoccupazione è diffusa. Le mutue francesi (assicuratori sanitari senza scopo di lucro, di proprietà dei soci) hanno condannato l’arretramento dell’UE sui pesticidi, mentre medici e pediatri italiani hanno esortato i membri del Parlamento Europeo (eurodeputati) e le autorità nazionali a opporsi all’indebolimento delle protezioni in nome della “semplificazione”. Hanno sottolineato i pericoli posti dagli interferenti endocrini, capaci di alterare il sistema ormonale anche alle basse dosi a cui siamo realmente esposti, danneggiando in particolare bambini e adolescenti. [3] [4] Inoltre, anche le dichiarazioni di endocrinologi ed epidemiologi a livello europeo hanno esortato i responsabili politici a respingere parti dell’Omnibus. [5] [6]
Anche altri esperti condividono queste preoccupazioni. Gli esperti delle Nazioni Unite avvertono che questi piani per indebolire la legge europea sui pesticidi minacciano i diritti umani. [7] Una valutazione indipendente commissionata dal Parlamento olandese ha rilevato che, nonostante sia presentata come una semplificazione, la proposta non ridurrà gli oneri amministrativi né accelererà le autorizzazioni. Un’analisi pubblicata suScienceha aggiunto che la proposta aumenterebbe i rischi per la salute e l’ambiente, riducendo al contempo gli incentivi verso alternative più sicure per il controllo dei parassiti. Sempre più ricercatori e università stanno lanciando l’allarme in paesi come la Germania o i Paesi Bassi. [8] Persino l’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare che valuta questi rischi per l’UE, ha proposto soluzioni alternative, come l’assunzione di più personale per ridurre l’arretrato di pratiche. [9]
A che punto siamo?
Gli Stati membri dell’UE, riuniti nel Consiglio dell’UE, hanno già espresso il loro sostegno alla proposta a fine settembre. In una posizione comune concordata da tutti gli Stati membri, hanno apportato solo un miglioramento molto limitato alla proposta della Commissione: le approvazioni senza limiti temporali si applicherebbero solo ai pesticidi a basso rischio. [10]
Noi di Pesticide Action Network (PAN) Europe condanniamo questa decisione, poiché estende i periodi di riesame per tutti gli altri pesticidi di cinque o dieci anni, arrivando a un totale compreso tra 15 e 25 anni per la loro revisione. Inoltre, sostiene altri elementi problematici della proposta della Commissione, come l’estensione del periodo di tolleranza (il tempo durante il quale un pesticida vietato può ancora essere venduto e utilizzato dopo la decisione di divieto) per le sostanze dannose fino a tre anni dopo la decisione di divieto, oppure la loro approvazione eccezionale per cinque anni se ritenute necessarie per la produzione agricola e non sostituibili. Perché dovremmo accettare che un pesticida vietato continui a essere utilizzato per diversi anni in più, quando è accertato che è molto pericoloso?


Soprattutto quando sappiamo che i pesticidi non sono essenziali per la produzione alimentare, ed esistono metodi alternativi più sicuri come la difesa integrata (monitoraggio, prevenzione e nemici naturali, con le sostanze chimiche solo come ultima risorsa) e l'agroecologia.
Un nuovo rapporto d’inchiesta di Corporate Europe Observatory, un osservatorio che monitora il lobbying delle aziende a Bruxelles, rivela come l’industria dei pesticidi e i suoi alleati stiano cercando di indebolire la regolamentazione sui pesticidi e abbassare il livello di protezione per le persone e l’ambiente. Gli eurodeputati italiani Herbert Dorfmann (PPE) e Michele Picaro (ECR) hanno inserito nella proposta altre richieste dell’industria, come autorizzazioni nazionali illimitate dei prodotti o persino deroghe più ampie, le eccezioni che permettono a un paese di continuare a usare un pesticida vietato dall’UE in casi specifici. [11]
Ora il Parlamento Europeo, la camera che rappresenta i cittadini di tutti i paesi, dovrà votare su questa proposta scritta su misura per l’industria. Successivamente, si terranno i negoziati finali tra Parlamento, Commissione e Consiglio. Per questo è importante, già ora, sollecitare i nostri eurodeputati a prendere posizione contro l’Omnibus.
Agisci ora


In breve, stiamo combattendo una proposta che nessun cittadino ha chiesto e che serve solo gli interessi dell'industria chimica. E tutto indica che l'industria l'ha plasmata fin dall'inizio. [12]
L’agricoltura europea merita di meglio. È tempo di muoversi nella direzione opposta: sostenere un’agricoltura sostenibile e senza pesticidi che protegga il nostro suolo, l’acqua e la biodiversità, oltre alla salute di chi coltiva il nostro cibo, di chi vive nelle zone agricole e di chi lo consuma. Questa transizione è urgente se vogliamo garantire un futuro sano e sicuro.
Non è ancora troppo tardi. Puoi ancora far sentire la tua voce. Contatta oggi stesso il tuo eurodeputato e digli da che parte stai.
Note:
[1]Vietare i pesticidi: per la salute, le api e gli agricoltori
[5] Oltre 500 scienziati chiedono una valutazione d’impatto prima di allentare le norme sui pesticidi
[9] Lettera alla Commissione sulle esigenze dell’EFSA
[10] Gli Stati membri dell’UE sostengono l’indebolimento della sicurezza sui pesticidi
[11] Nuovo rapporto: il Food & Feed Omnibus, scritto dalla lobby dei pesticidi? di CEO
Scritto da Dr. Angeliki Lysimachou (PAN Europe)
She is an Environmental Scientist and holds a PhD in Environmental Science and Toxicology. She has worked in scientific research on the impact of endocrine disruptors on the environment. Today, as the Head of Science and Policy, she oversees Pesticide Action Network Europe’s scientific and policy work.


